SVILUPPO CLINICO: Brostallicina
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Brostallicina


Una nuova classe di farmaci antineoplastici

Brostallicina è una piccola molecola, un agente chemioterapico caratterizzato da un meccanismo d’azione esclusivo. È un ligando sintetico del solco minore del DNA e appartiene a una nuova classe di farmaci antineoplastici. Per la maggior parte, gli agenti citotossici (compresi gli inibitori della topoisomerasi, come ad esempio camptotecine e antracicline) si legano al solco maggiore del DNA, hanno una limitata specificità di sequenza e sono molto tossici nei confronti dei tessuti sani.

I ligandi del solco minore del DNA come ad esempio la brostallicina hanno affinità e selettività elevate d’interazione con il DNA. Tutti i ligandi del solco minore si legano alla stessa struttura del DNA e tuttavia la brostallicina ha un meccanismo d’azione esclusivo e molto interessante.

Un meccanismo d’azione innovativo ed esclusivo

La brostallicina si lega al DNA solo in presenza di glutatione (GSH) e di glutatione S-transferasi (GST), che sono prodotti in misura maggiore nelle cellule neoplastiche rispetto a quelle sane.

Ciò conferisce alla brostallicina un meccanismo d’azione innovativo e molto selettivo, superiore a quello degli altri ligandi del solco minore.

Grazie al legame con il solco minore, la brostallicina fornisce un nuovo bersaglio per l’interferenza con la divisione cellulare e causa la morte della cellula tumorale. La brostallicina ha un potente effetto sinergico (mostrato negli studi preclinici) in combinazione con gli agenti citotossici standard e con le terapie mirate più moderne.

La brostallicina ha una capacità singolare di mantenere l’attività nei tumori che sono resistenti ad altri farmaci antineoplastici. Inoltre, la sua attività antitumorale resta elevata in presenza di numerose anomalie genetiche critiche oncogene, che causano resistenza nei confronti degli agenti antineoplastici standard. Questo profilo di attività la rende molto interessante del disegno dei trial concepiti per testarne l’attività in pazienti selezionati affetti da certe anomalie genetiche, come ad esempio le mutazioni da riparazione dei mismatch (basi non appaiate) presenti nelle neoplasie ereditarie mammarie, ovariche e colorettali, che sono solitamente resistenti al trattamento.

Ricerca clinica sulla brostallicina

I dati raccolti da oltre 230 pazienti trattati nei trial clinici in fase I/II rivelano un’evidenza di attività nei pazienti con neoplasia refrattaria. La brostallicina ha inoltre dimostrato nei trial preclinici un effetto sinergico con i nuovi agenti mirati e con i trattamenti consolidati.

Un trial clinico in fase II sulla brostallicina nel sarcoma dei tessuti molli recidivato/refrattario ha soddisfatto le difficoltà legate alla sua attività predefinita e alla sicurezza, portando al trial clinico in fase II di prima linea che è stato condotto dall’Organizzazione europea per la ricerca e il trattamento del cancro (EORTC). L’arruolamento programmato per questo studio è stato completato nell’agosto del 2008 e l’EORTC ha condotto l’analisi dei dati finali nel 2009. Il report di studio è previsto per il 2010.

Nel primo trimestre del 2009 è stato completato uno studio a bracci multipli sulla combinazione di brostallicina e altri agenti tra cui Avastin (bevacizumab). I risultati sono imminenti. Sono inoltre in corso studi sulla brostallicina con un trial di fase II centrato sul contesto di vulnerabilità in numerose popolazioni di pazienti.